intenzione e timbro vocale

Intenzione vs timbro vocale


Alcuni performer dimostrano capacità di comunicazione eccezionali, lasciando in chi ascolta una memorabile esperienza. Ma qual è il fattore che determina tale risposta nel pubblico? Sono forse timbro e colore vocale? Il più delle volte ci rendiamo conto che la connessione emotiva tra chi ascolta e chi canta dipende dalla capacità degli esecutori di comunicare il senso della musica e del testo secondo un sentire artistico, più che dalle mere doti vocali. Spesso si discute sul fatto di come avere un colore particolare della voce, un timbro speciale possano suscitare una risposta emotiva da parte dell’ascoltatore. Ma ci sono altri fattori, oltre la pura voce, in grado di rendere un’esecuzione speciale.

La caratteristica di una performance che più tocca il pubblico è quella in cui si comunicano sensazioni o emozioni, offrendo all’ascoltatore un’esperienza in cui sia in grado di identificarsi. Ecco allora che viene a delinearsi un aspetto del canto che non può essere trascurato: l’intenzione. Che cosa vogliamo comunicare? Che sensazione intendiamo trasmettere a chi ascolta? Il modo in cui ci esprimiamo è una diretta conseguenza dell’intenzione. L’intenzione è il fattore scatenante che crea dinamica e le dinamiche sono ciò che mantengono interesse nel pubblico: se l’intenzione non è una parte della disciplina di un cantante e del coro, allora il risultato può essere un suono studiato, che finisce con l’essere noioso.

L’intenzione nel canto detiene un grande peso, sia nel conferire espressione alla musica, sia nel garantire il livello di energia necessario all’esecuzione. Chi canta dal vivo sa che ogni esecuzione è irripetibile nella stessa forma, per quanto ci si sforzi attraverso la preparazione di raggiungere un determinato standard. Infatti sono sempre presenti variazioni nella prestazione (ancora più evidenti nell’ambito corale) e nelle sinergie con il pubblico. Per raggiungere un certo livello di coerenza nelle proprie esecuzioni occorrono lo studio tecnico e una preparazione mentale per mantenere adeguata concentrazione ed energia, anche in situazioni non ottimali.

Quando si canta è fondamentale chiedersi: “Che cosa vogliono esprimere le parole, la musica, in questa frase?” Se la tecnica vocale è di fondamentale importanza per possedere una base solida, l’intenzione, e quindi l’espressività, sono gli aspetti che determinano il successo di un’esecuzione. Ogni parola di ogni canzone deve essere guidata dall’intenzione di comunicare, non deve esserci alcun dubbio su ciò che si intende trasmettere in ogni frase musicale. Se si pensa a tre sentimenti contrastanti (gioia, tristezza e rabbia) nello stesso esercizio vocale, si osserveranno conseguenti modifiche nel timbro vocale: tali variazioni sono una risposta alle diverse emozioni che quei sentimenti suscitano. Dunque possiamo usare il pensiero come un trigger per dare colore alla voce. E’ chiaro che questa operazione richiede una certa dose di concentrazione.

Se nelle performance individuali il risultato è affidato completamente all’interprete, nel coro è il maestro a definire con la sua direzione l’intenzione e l’energia da infondere al brano: è chiaro che affinché vi sia uniformità nell’interpretazione tra gli elementi, i coristi devono essere attenti a recepire tali indicazioni, ma al tempo stesso devono anche possedere una consapevolezza individuale di ciò che accade nel pezzo.