L'organo strumento prediletto per la liturgia - Tavernola in Canto
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L’organo strumento prediletto per la liturgia


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In verità, poiché abbiamo appreso che in qualche luogo si tenta di rimettere in uso un genere di musica assolutamente contrastante con la celebrazione degli uffici divini soprattutto per lo smodato uso degli strumenti, Noi sentiamo qui il dovere di affermare che più che il canto con accompagnamento di strumento è la voce viva quella che deve risuonare nel tempio: la voce umana al di sopra di ogni strumento, cioè la voce del clero, dei cantori, del popolo. Né si deve credere che la Chiesa, anteponendo la voce umana al suono di ogni strumento, sia contraria al progresso dell’arte musicale. Nessun istrumento infatti, per quanto esimio e perfetto, potrà mai competere in vigore di espressività con la voce dell’uomo, specialmente quando questa è messa al servizio dell’anima per pregare e lodare l’onnipotente Iddio.

Ma c’è uno strumento musicale che è proprio della Chiesa e che viene dagli antenati, l’organo, il quale, per la sua meravigliosa grandiosità e maestà, fu ritenuto degno di associarsi ai riti liturgici, sia accompagnando il canto, sia durante i silenzi del coro, secondo le prescrizioni della Chiesa, diffondendo armonie soavissime.

[..] Risuonino nei templi solo quelle armonie di organo che si rapportano alla maestà del luogo e profumano della santità dei riti [..]

dalla BOLLA DEL SOMMO PONTEFICE PIO XI DIVINI CULTUS (Roma, 20 dicembre 1928)

Non è un fatto recente la preoccupazione a che la musica liturgica sia conforme alla solennità del rito, tanto che già negli anni trenta, l’allora pontefice Pio XI, si esprimeva secondo quanto riportato nella citazione.

Ci pare interessante notare la particolare esaltazione dell’organo come strumento prediletto dalla Chiesa e a tale proposito ci chiediamo se oggi si possa ancora dire lo stesso.

Fatto salvo l’esperienza positiva della nostra comunità, l’organo riveste ancora un ruolo di primo piano nelle celebrazioni liturgiche italiane?

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