120 Corale Santa Cecilia: Ricordo, sì, io mi ricordo! - Le testimonianze
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120°: Ricordo, sì, io mi ricordo!

120°: Ricordo, sì, io mi ricordo!


Le testimonianze dei coristi che abbiamo ascoltato durante il concerto per il 120° anniversario dalla fondazione della Corale Santa Cecilia.

Ricordo, sì, io mi ricordo, quando un venerdì sera, mia nonna, Catina, suonò il campanello della sua amica Marietta, per affidarle le sue nipotine, quasi 29 anni fa. Quella sera percorrevamo incerte i primi passi di un cammino che qualcun altro aveva desiderato per noi. Ricordo il timore arrivando alla soglia del salone al vecchio oratorio, i grossi raccoglitori blu ad anelli e i volti di quei coristi, che a me, bambina, sembravano già così vecchi. Così, quasi per caso, iniziava la mia storia nel coro; così, quasi per caso, inizia la storia di ogni corista… (Sara S.)

Ricordo, sì, io mi ricordo, questi anni trascorsi nel coro sono stati tutti speciali…uno dopo l’altro! Il maestro Alessandro, ogni lunedì, ci insegnava cose nuove: canzoni, ma anche vocalizzi difficili, che richiedevano sempre più impegno. Per me questi anni sono stati fantastici, come un sogno. Questa sera, con il coro e voi, vorrei rivivere questo sogno e spero che tutti possiamo ricordarlo sempre. (Benedetta Z.)

Ricordo, sì, io mi ricordo, quando il coro cantava in cantoria, quel balcone qui sopra l’altare. Erano gli anni ’50. Ricordo i coristi tutti ammucchiati. Il maestro era Sandro Zatti che, essendo molto alto, riusciva a dirigere. Già allora si cantava il Perosi, compreso il Credo, ed io, che ero giovanissimo, pensavo “che barba!”. Chi lo avrebbe mai detto che, molti anni più tardi, quel ragazzo annoiato avrebbe preso il loro posto! (Leo C.)

Ricordo, sì, io mi ricordo quella sera del 1965… Erano le venti e, a quell’ora, all’Istituto Cacciamatta, noi bambini eravamo già a letto. D’un tratto nella mia camerata arrivò suor Margherita, che mi disse di rivestirmi: anche io avrei fatto parte del coro. Scesi nella sala del teatro, dove all’epoca si tenevano le prove: ero felice di essere stata scelta, perché non c’erano molte bambine che cantavano con gli adulti, ed io era la più piccola tra tutti! E stasera sono ancora qui a cantare, con gioia, sacrificio e tanta passione. (Luciana F.)

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Ricordo, sì io mi ricordo che la Corale Santa Cecilia da sempre è presente nella mia famiglia. Non so quanti anni avevo, ma ero piccola, quando nelle giornate di festa, con il mio papà, salivo nel coro a seguire la messa, orgogliosa di poter stare lì. Qualche anno dopo anche per me arrivò il momento di entrare in quella che allora chiamavamo “scuola di canto”. L’esempio ricevuto da mio padre fu di un impegno continuo e assiduo, fino alla fine. Io non sempre ho avuto quella stessa costanza, ma oggi sono soddisfatta di far parte di questo coro e vorrei poter dire a chiunque di provare questa esperienza. (Ines C.)

Ricordo, sì, io mi ricordo, sono entrato nel coro già adulto, quindici anni fa. Quella prima sera notai, appesa ad una delle pareti, una foto: era un gruppo di giovani coristi. Tra i volti dei presenti riconobbi molti di loro, ma con qualche ruga in più! Mi domandai preoccupato “ma chi canterà fra qualche anno?”. Alcuni ora sono nel coro degli angeli, e certo, devono aver provveduto, perché oggi il coro continua e si rinnova. (Alfredo F.)

Ricordo, sì, io mi ricordo, sono entrato nel coro proprio l’anno del Centenario, su invito della signora Ernesta. Sono stati anni ricchi di emozioni, che ogni tanto riaffiorano. Penso al mio primo insegnante tra i tenori, compagno di prove e di risate, Reginaldo. E non posso dimenticare la nascita del gruppo di voci bianche: i primi concerti con i ragazzi, che hanno portato tanta vivacità e freschezza nella nostra corale. (Simone D.B.)

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Ricordo, sì, io mi ricordo quando iniziai a frequentare il coro, ventidue anni fa. Una delle prime sere, il maestro, vedendo i coristi che come al solito chiacchieravano, si rivolse a me e disse: – Di certo, da voi in Svizzera, c’è più disciplina durante le prove! -. Ma io potei rassicurarlo, spiegandogli che mi sentivo come a casa: anche in Svizzera era lo stesso e, oltre tutto, si faceva pure una pausa con bevuta di vino…(Dorothee G.)

Ricordo, sì, io mi ricordo: sono entrata a far parte del coro quattro anni fa, quasi senza sceglierlo. Direi che è stato un regalo, che forse qualcuno aveva pensato per me, e come tale l’ho subito accolto. Integrarmi è stato facile… Adesso, dopo tante emozioni e risate, non potrei più farne a meno! (Clelia C.)

Ricordo, sì io mi ricordo che da qualche tempo il maestro si è messo in testa di far cantare il coro in altre lingue: inutile dire, che in fatto di pronuncia, le libere interpretazioni si sprecano, ma in fondo ciò che conta è mettercela tutta e divertirsi! Un proverbio dice: Canta che ti passa! Ed è proprio vero: ci sono sere in cui ti senti un po’ giù, ma poi, quando la prova finisce, torni a casa con il sorriso assicurato. (Giulia P.)


Grazie a tutti quelli che condividendo i loro racconti ci hanno aiutato a raccontare la nostra corale 🙂 !