Voce nasale e canto: non tutto il male viene per nuocere


[:it]

Abbiamo già parlato della voce nasale e di come il suo utilizzo nel canto sia sgradevole ed inappropriato. Tuttavia esistono alcune situazioni in cui la voce nasale può essere utilizzata in prova come  strumento didattico per la correzione di alcuni difetti.

Prima di addentrarci nel discorso vogliamo ribadire un concetto che spesso è oggetto di confusione. Gli stessi maestri di canto confondono le sensazioni generate dal “cantare in maschera” con l’errata convinzione che le cavità nasali e paranasali contribuiscano a creare una buona produzione vocale: non è affatto così! Diversi studi hanno dimostrato che un buon cantante non utilizza le cavità nasali nel canto, e che l’emissione del suono non è modificato se queste vengono occluse. Pertanto quando si dice “cantare in maschera” ci si riferisce unicamente alle sensazioni che il soggetto avverte quando canta bene, dovute alla propagazione delle onde sonore attraverso le strutture ossee e muscolari del cranio e alle relative vibrazioni, e non al fatto che “si canti col naso”.

Voce nasale e canto: quando il ricorso alla voce nasale è utile

Detto questo possiamo dire che non tutto il male viene per nuocere e che il ricorso alla voce nasale, normalmente ritenuto un difetto, può rivelarsi utile in alcuni casi. Per esempio una voce affaticata può beneficiare della nasalizzazione, così come i cantanti che hanno la tendenza a “spingere” troppo. La voce nasale viene usata dai logopedisti per correggere il soggetto che canta “di gola”: facendo percepire al cantante il difetto opposto al suo, lo si aiuta ad alleggerire il carico sulle corde vocali. Cantare “col naso” di fatto è riposante e può aiutare ad impiegare meno sforzo nell’emissione di suoni acuti. Chiaramente il suono non sarà altrettanto gradevole che nella corretta emissione: la voce nasale si caratterizza per un suono ottuso, con poca proiezione e una pronuncia meno chiara delle parole, quindi va usata solo come esercizio. E’ chiaro che l’utilizzo della voce nasale non vuole essere finalizzato ad impostare il cantante (cosa che richiederà un lavoro ulteriore di bilanciamento), ma semplicemente è il modo più immediato per fare riposare le sue corde vocali. L’impiego della voce nasale, nel cantante che si serve eccessivamente della componente muscolare laringea per dare intensità al suono, gli permette di liberarsi da quegli atteggiamenti di forzatura.

Superato questo primo livello saranno necessari ulteriori esercizi per imparare a produrre un suono corretto che non sia nasale né di gola.

Un esercizio indicato per migliorare la percezione della “maschera” sono i vocalizzi ascendenti eseguiti eseguiti sulla vocale “u”. Nel pronunciare “u” abbassare completamente la mandibola. Mantenere la bocca in forma di “u” e senza muovere il mento pronunciare mentalmente una “a” alzando solo la parte superiore della faccia.

Esercizi per correggere la voce nasale

Tra gli esercizi che invece servono a correggere la voce nasale potete provare i seguenti:

  • Mentre eseguite i vocalizzi mantenete la lingua in una posizione leggermente arcuata, la lingua ovviamente cercherà di “ribellarsi”, ma potrete apprezzare la bellezza del suono vocalico.
  • Respirate sulla mano. Mettete la mano a piatto, ponetela di traverso nella bocca e respirate sopra la mano: avvertirete uno stiramento del palato molle (ottimo sistema per liberarsi dalla voce nasale).
  • Bilanciate toni alti e bassi. Eseguite dei vocalizzi “muti” sulla consonante M tenendo la lingua tra le labbra, mentre fate questo pensate di creare uno spazio per le vocali dietro la lingua; dopo di che continuate il vocalizzo sulle vocali: noterete che ci sarà un maggiore equilibrio tra suoni alti e bassi, grazie all’apertura dello spazio faringeo.

     

[:]


Tags:
, ,